Archivio mensile:gennaio 2012

Pausa per….

Scrittura libro.

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Vorrei stare a chiacchierare con i medici ma i medici non ci sono per qualche strana ragione sono sempre in riunione. Vorrei stare a chiacchierare con i pazienti, anche quelli più autistici, più strani, più pazzi dei pazzi, ma non ci riesco, vorrei cantare ma non ho voce, laringe e faringe attaccate col superattack in una cassa di risonanza troppo stretta e ruvida dell’ pezzo dell’esofago lacerato che rimane, vorrei notizie ma non ho giornali, voci, radio, tv , vorrei lavarmi ma non c’è l’acqua calda da giorni, vorrei vedere un dvd ma il computer è usurato e il cd stanco di girare, vorrei camminare ma mi cedono le gambe, vorrei uscire ma il sole è ingabbiato, vorrei le chiavi ma sono tutte serrate, vorrei fumare, ma ci sono gli orari, vorrei come prima assaporare un tiro e pensare tra me che bell’attimo di gioia che semplice puro atto di felicità, ma era già passato, e non ci ho più pensato, tanto era breve, vorrei piangere ma ho le lacrime come cristalli duri rivolti all’indentro, vorrei non essere sempre presa dall’inquietudine di non saper cosa fare ma c’è, c’è, c’è! c’è sempre cose da fare e rimango io che non le faccio e basta, le penso a malapena le scrivo e poi le rifuggo. Attacco fili e spine per stare al computer ma mi rimanda decadenti immagini di persone morte, dei pazzi che si sono susseguiti qui dentro, dei pazzi che hanno leccato le mura, mangiato la merda, strisciato sul pavimento, mangiato i conigli e i topo morti, di quelli che hanno implorato, di coloro che volevano uscire, di quelli che sono stati legati con le cinghie, come me; sono in tanti, e mi augurano buone feste, hanno pasticcini golosi da offrirmi, hanno i sorrisi sempre pronti, alcuni di loro, sono vestiti di tutto punto ma qualcuno è a brandelli, l’odore è lindo, un corridoio e un salone ripulito dai mozziconi di sigarette al Patchouli mi rimanda a un carcerei in mezzo all’india, ma un carcere per pazienti ricchi, e qualcuno messo peggio che tra poco abbelliranno perché qui l’immagine è importante, sembra, e lo dimostrano i colori rossi ambrati vicini a quelli del sole, sembra ingabbiato ma mimetico tra quel trionfo,, mon sopporto le voci, quelle vere, non ho neanche la fortuna di essere schizofrenica, non sopporto i futili discorsi altrui, aberro il contatto fisico, mi sento sola e non cerco compagnia, ho bisogno di aiuto e cerco guai per i quali la soluzione non è l’aiuto ma l’ennesimo rimprovero, e un boia mi aspetta già con la sua accetta risplendente, è a torso nudo, e guarda minaccioso chi sta per lasciarsi andare. Vorrei lasciarmi scivolare la vita addosso, qualsiasi tipo di vita io abbia, trafiggere da quell’unico raggio di sole vero…vorrei che fosse subito sera, perchè vorrei davvero cadere nel sonno, passare ad annusare morfina e oppio ma questa volta non ci casco. Più. La cosa peggiore che mi può capitare è sopravvivere.

Shopenhauer, gli uomini come porcospini

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini,per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno<, di modo che venivano sballottati avanti e insietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

(A.Shopenhauer, Parerga e Paralipomene, ll, 2, cap 30, 396)

E’ tutto un caos

Non si capiscono fra loro, non sapiscono noi, non si capisce iente in generale, e il tuitto detto in brutal modo, come se si fosse dei deficienti. Io non ce la faccio più a stare qua!questo è peggio dell’infermo e se non sono completsmrrnente pazza qui ci sono diventata. Non ho voglia di fare nulla tutto il giorno non reiesco a leggere, né più a scrivere, né sul pc, né sul diario, nè ad ascoltare la musica. La psichiatria è tornata a uccidermi, annientarmi con tutta la sua potenza. Io devo uscire o andrò fuori ditesta completamente. Non dormo più , non riesco a rigirarmi tra tutte le cose che dovrei fare che sono tante ma la concentrazione vacilla e io ho la testa vuota e impantanata di morte. Le mani mi tremano. Scusatemi se ho un bisogno imperrente di farmi piaccola e piccola e sparire per qualche giorno e riordinare la mia testa senza pc. Ne uscirò viva anche questa volta da questo martellante Miglio verde di lacrime?

In compenso, ho sfornato per la patri altri due bei nimalini: il 6 è il 7.
Gattino e granchio

Nimslino 6
gattino 6

Nimalino 7
Nimalino n.7

2 nuovi Nimalini in arrivo!

Ho deciso di sfruttare anche i segni zodiacali per fare dei Nimalini personalizzati. Ieri e oggi ho avuto febbre altrissima tutto il giorno, e in generale due giornate di merda. Non avevo nenanche nesun appetito cosa per me stranissima che mi divorerei i tavoli di legno…..non parliamo poi di che giornatacce ho passato pisuchiatria, piene di caos, rimproveri, casini vari, io non reggo veramente più qui mi fanno impazzire più di quello che sono già! fortuna che ho sempre me stessa a cui aggrapparmi perché l’ambiente intorno non agevola affatto la guarigione an<i la peggiora. Allora per passare a cose pi' futili e più carina, ecco il nimalino n.6 e il 7. Uno è un grachio Cancro tipo segno zodiacale, l'altro è un semplice gattino ma dedicati a una persona sola perché il bello dei nimalini è che si fanno coi calzini proprii! Ciè, ti vengono a portare i calzini e io e mia mamma ne tiramo fuori il nimalino che è destinato a divenire, i calzini però sono i propri! Carina no, come idea? Posto le foto veloci e poi a cena a sforzarmi di mandar giù qualcosa e poi a nanna, sto proprio maluccio stasera.
Nimalino n.6: Il gattino

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